Le cellule: esseri umani in miniatura

Articoli/riflessioni
1) LE CELLULE: ESSERI UMANI IN MINIATURA
2) IL RESPIRO CONSAPEVOLE
3) FITNESS E WELLNESS
4) MESTRUAZIONI IRREGOLARI E MENOPAUSA: un aiuto dalla riflessologia
5) LE METODICHE DI RIABILITAZIONE UTILI AL MALATO REUMATICO: il drenaggio linfatico manuale
6) IL LINFODRENAGGIO MANUALE MIGLIORA L'EDEMA AGLI ARTI SUPERIORI E LA FUNZIONALITA' DELLE MANI NEI PAZIENTI CON SCLEROSI SISTEMICA (SSc) IN FASE EDEMATOSA
7) PROPOSTE DI LINEE GUIDA PER LA RIABILITAZIONE DEI PAZIENTI AFFETTI DA SINDROME DI SJOGREN
8) ARTRITE REUMATOIDE E RIFLESSOLOGIA PLANTARE
9) RIFLESSOLOGIA PLANTARE: alcuni studi scientifici al seguente link (Pubmed) ; LA SCIENZA RICONOSCE LA VALIDITA' DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE; NEUROFISIOLOGIA E MECCANISMO D'AZIONE DELLA RIFLESSOLOGIA; IL TRATTAMENTO
10) LA TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA E IL LINFODRENAGGIO
11) DOLORE AI PIEDI: UNA GUIDA COMPLETA - MDM FISIOTERAPIA
12) LA RIABILITAZIONE POST OPERATORIA: esercizi per donne operate al seno (Azienda Servizi Sanitari Triestina)

1) LE CELLULE: ESSERI UMANI IN MINIATURA "... Ero incline a vedere le cellule come esseri umani perchè, dopo anni passati al microscopio, ero diventato umile davanti alla complessità e al potere di quello che a prima vista sembra anatomicamente molto semplice: minuscole gocce che si muovono in una capsula di Petri. Probabilmente ricorderete gli elementi principali della cellula: il nucleo, che contiene il materiale genetico; i mitocondri, che producono energia; la membrana esterna e, tra questi ultimi due, il citoplasma. Ma all'interno di questa struttura anatomicamente semplice c'è un mondo complesso, e queste piccole gocce intelligenti che impiegano tecnologie che la scienza è ancora lontana dal conoscere a fondo. ... La maggior parte dei componenti della cellula sono chiamati organelli, ovvero "organi" in miniatura, in sospensione nel citoplasma gelatinoso. Gli organelli sono gli equivalenti funzionali dei tessuti e degli organi del nostro corpo. Comprendono il nucleo, che è l'organello più grande, i mitocondri, l'apparato del Golgi, i vacuoli. ... i meccanismi biochimici utilizzati dagli organelli della cellula sono fondamentalmente gli stessi usati dai nostri organi. ... Ogni eucariote possiede gli equivalenti funzionali del nostro sistema nervoso, apparato digerente, respiratorio, escretorio, sistema endocrino, circolatorio, apparato muscolo-scheletrico, riproduttivo, persino un primitivo sistema immunitario. ... Ogni cellula è un essere intelligente in grado di sopravvivere autonomamente (come dimostrano le cellule asportate da un tessuto e trasferite in una coltura) ... trilioni di cellule che compongono il nostro corpo e sono dotate di intenzionalità e scopo; cercano attivamente gli ambienti adatti alla sopravvivenza, evitando nel contempo gli ambienti tossici o ostili. ... sono anche capaci di apprendere dalle esperienze legate all'ambiente e di creare una memoria cellulare che trasmettono alle cellule figlie. ... Quando in laboratorio fornivo un ambiente sano alle mie cellule, prosperavano; quando era meno che ottimale, stentavano. Mettendo a posto l'ambiente le cellule "malate" si riprendevano. ... "                          BRUCE H. LIPTON LA BIOLOGIA DELLE CREDENZE Macroedizioni 2006.
Il nostro corpo è composto per i 2/3 di acqua; acqua che è presente nel mondo minerale, vegetale, animale, in tutto il pianeta e nell'universo. E' acqua destinata al nutrimento, all'immagazzinamento, al trasporto, alla purificazione, alla veicolazione di energia, .... E' nell'acqua - liquido interstiziale che "nuotano" i trilioni di cellule che compongono l'organismo umano. La qualità del liquido interstiziale, insieme ad una buona circolazione sanguigna e ad un corretto funzionamento del sistema linfatico, è l'elemento dal quale dipende la vita della cellula. Il liquido interstiziale deve presentare il giusto ph e deve essere "naturalmente" in movimento affinchè la cellula possa rigenerarsi. Il ristagno di scorie e molecole proteiche dà origine a edemi, deterioramento dei tessuti e degenerazione cellulare. Il ruolo principe nell'azione di depurazione spetta al sistema linfatico; il drenaggio linfatico è una funzione fisiologica del nostro organismo in salute ma può essere compromesso a causa di molteplici "accidenti". La stimolazione attraverso il Linfodrenaggio Manuale consente di ristabilire un ambiente favorevole per la rigenerazione cellulare e al contempo di ritrovare un equilibrio neurovegetativo in cui il Sistema Nervoso Autonomo (Orto)Simpatico e Parasimpatico operano in armonia.
2) IL RESPIRO CONSAPEVOLE "Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta. Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, così che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.
Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un'enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. "Non lo so" dissi. "Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. Ma so una cosa di sicuro" aggiunsi: "Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno intero e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente."
Essere consapevoli del respiro sposta l'attenzione dai pensieri e crea spazio. E' un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione. Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l'aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l'addome si espandono e si contraggono leggermente con l'inspirazione e l'espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio lì dove prima c'era un'ininterrotta successione di pensieri uno dopo l'altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita. Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero. Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. E' l'intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine della espirazione, prima dell'inizio di una nuova inspirazione. In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poichè il respiro in sè non ha forma, è stato fin dall'antichità considerato uguale allo spirito: l'unica vita senza forma. "Allora il Signore modellò l'uomo con la polvere del terreno e soffiò nelle sue narici un alito di vita; così l'uomo divenne un essere vivente". La parola respiro in tedesco, Atmen, deriva dall'antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è: lo spirito divino innato o Dio dentro di noi. Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella nostra vita, di generare consapevolezza. E' un eccellente oggetto di meditazione proprio perchè non è un "oggetto", non ha struttura nè forma. L'altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. "La cosa più piccola" che, secondo Nietzsche, crea "la più grande felicità". Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita di ogni giorno. Essere consapevoli del vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall'essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa: il sorgere della coscienza nello spazio."
ECKHART TOLLE  UN NUOVO MONDO Mondadori  2008
3) FITNESS E WELLNESS: un binomio ormai consolidato, testimone di una ricerca di benessere a 360°
Attività fisica e fitness, sono sinonimi?
"L'attività fisica è definita come ogni movimento del corpo indotto dai muscoli scheletrici in grado di dare luogo ad una spesa energetica eccedente rispetto alla condizione di riposo".
"Fitness rappresenta la possibilità di portare a termine le attività giornaliere con attenzione e vigore, senza fatica e con sufficiente riserva di energia per far fronte alle emergenze o per godersi il tempo libero".
Il fitness, è in realtà un concetto molto ampio che può essere interpretato come l'assenza di malattia, la distanza dalla morte o la capacità di sostenere una determinata attività fisica.
Sotto questo ultimo punto di vista, il fitness è un insieme di caratteristiche che le persone raggiungono in relazione alla capacità di eseguire attività fisica. Se, per esempio, una persona svolge regolare attività fisica avrà un elevato livello di fitness e viceversa.
Svolgere regolare attività fisica significa migliorare il proprio fitness; migliorare il proprio fitness significa migliorare il proprio benessere.
"Il wellness è uno stato di soddisfazione interiore, il risultato di un completo appagamento psicofisico".
E' lo stare bene che può e dovrebbe predominare sugli affanni, sofferenze e disfunzioni dovute allo stress e ai ritmi frenetici della quotidianità; ecco perchè le attenzioni, le cure che si possono rivolgere all'organismo costituiscono il punto di forza di una vita improntata al wellness, oltre ad essere un atto d'amore e di rispetto della persona nella sua totalità. Il grande impegno, a livello di tempo, energie, lavoro, famiglia a cui l'esistenza oggi sottopone la maggioranza di uomini e donne, è un dato scontato che, spesso, non considera il naturale bisogno di rilassamento per poter svolgere le attività quotidiane con la dovuta vitalità ed efficienza.
Uno stile di vita wellness richiede quindi attenzione, non solo al corpo, ma anche alla mente e allo spirito. Si raggiunge attraverso l'educazione ad una regolare attività fisica, un'alimentazione equilibrata ed un approccio mentale positivo aiutato anche da specifici trattamenti del corpo (trattamenti riabilitativi fisioterapici, osteopatici, riflessologia plantare, linfodrenaggio, terapia craniosacrale, massaggio ayurvedico, shiatsu, watsu...) che consentono di ritrovare una dimensione di ascolto e percezione di sè, spesso dimenticata, di equilibrio psico-fisico e di benessere globale.
Il massaggio in senso lato è un'arte che si tramanda da millenni, con tecniche e metodologie sempre più evolute e specifiche. Forse costituisce una delle più antiche forme di trattamento curativo finalizzate a ridurre la fatica, alleviare il dolore, rilassare e ristabilire l'equilibrio psicofisico della persona.
Adottare uno stile di vita wellness può fare la differenza tra vivere la vita e lasciarsi vivere. Significa scegliere di vivere bene, cercando di coniugare l'antico adagio "mens sana in corpore sano".
FITNESS Giunti Demetra, 2008
4) MESTRUAZIONI IRREGOLARI E MENOPAUSA: un aiuto dalla riflessologia del piede
I piedi rappresentano la parte del corpo che, più di ogni altra, ci fa sentire intimamente connessi con la Madre Terra. Il calcagno è l'osso che per primo tocca il suolo, ci permette la posizione eretta e, in questo senso, ci differenzia da tutto il regno animale. Nella civiltà orientale i piedi sono definiti "la pianta della libido" intesa come la zona del corpo umano che, toccando per prima il suolo terrestre, ha molto a che fare con la fecondità, la sessualità e di conseguenza con tutto l'apparato riproduttivo. In questo senso, la riflessologia del piede anche nota nell'antica Cina come "l'arte di toccare il calcagno", può aiutare a risanare tanti disturbi del "femminile", che si manifestano con il non riuscire più a vivere nei giusti ritmi necessari all'apparato genitale per stare in salute.
Uscire dai ritmi
Non sorprende che molte donne soffrano di problemi associati agli organi riproduttivi, sia nell'età feconda che all'inizio della menopausa. Il livello di ormoni presenti nel sangue varia durante il ciclo mestruale e in menopausa in quanto il ritmo del sistema ormonale può essere destabilizzato da molti fattori. Molti di questi disagi possono essere trattati con successo dalla riflessologia del piede che permette di riequilibrare i livelli ormonali oltre ad indurre nella persona uno stato di generale rilassamento. Le sofferenze di cui si parlerà descrivono alcune delle forme più comuni. Saranno menzionate le possibili cause e l'approccio al trattamento. Per ogni situazione saranno indicati i punti riflessi, alcuni più importanti di altri perché direttamente coinvolti nel problema.
Problemi mestruali
Amenorrea
Significa assenza di ciclo sia nel caso che non si sia verificato entro il sedicesimo anno di età sia quando ci sia assenza di ciclo per un periodo di tempo superiore ai tre mesi. Occorre essere certi che la donna non sia in gravidanza o che non stia iniziando la menopausa. Le cause possono allora essere genetiche (molto raramente) oppure di disordini ormonali come quando, ad esempio, la donna interrompe la pillola.
I disordini ormonali possono coinvolgere l'ipofisi (la centralina ormonale di tutto il sistema endocrino), la tiroide, le ovaie, le ghiandole surrenali produttrici di adrenalina. Se l'amenorrea coincide con la perdita di peso (anoressia), o con aumento ponderale (bulimia), o ancora con eccessivo sforzo fisico, o con un forte stress, occorre lavorare il piede nella zona riflessa dell'ipofisi al fine di stimolare al meglio il suo funzionamento.
Anche le cisti ovariche sono causa di amenorrea, di conseguenza il massagio podalico dovrà comprendere le seguenti zone del piede: utero, ovaie, tiroide, rene, surreni, ma anche stomaco e intestino (se associati a disturbi alimentari).
Dismenorrea
Implica dolori molto forti associati al ciclo mestruale. Il dolore può manifestarsi con il movimento dell'ovulazione (circa metà mese), oppure all'inizio e nei primi giorni delle mestruazioni quando è più intenso perchè l'utero si contrae in modo eccessivo essendo troppo teso, infiammato magari dall'intestino che è sofferente, "indurito" da farmaci o da disagi più psichici, e quindi fa più fatica a spingere fuori il sangue mestruale. Il "mal di pancia" può essere accompagnato da un senso di gonfiore all'addome, associato a nausea, emicrania, e dolori alle articolazioni. Queste sofferenze possono essere causate anche da patologie specifiche dell'apparato genitale femminile: endometriosi, polipi e/o fibromi uterini o ancora può essere un rifiuto del corpo all'uso di sistemi contraccettivi interni, come ad esempio, la spirale.
In questi casi le aree riflesse da trattare nel piede sono: utero, ovaie, circolazione linfatica addominale e inguinale, tutta la zona dell'intestino (tenue e colon) , stomaco, l'alluce e tutte le dita dei piedi, che riflettono il sistema nervoso in generale e che, massaggiate in modo corretto, inducono uno stato di tranquillità che diventa un valido rimedio per le emicranie legate al ciclo mestruale.
Mestruazioni irregolari
Significa che il periodo non segue un ritmo regolare per quanto riguarda la frequenza, la durata e l'intensità del flusso. Se non diversamente specificato dagli esami diagnostici, queste irregolarità possono essere causate da disordini ormonali dovuti a forti tensioni, traumi da dispiaceri, non riuscire a trovare il giusto ritmo nella quotidianità, paura di perdere il controllo su se stesse, ansia e/o attacchi di panico.
Il trattamento di riflessologia del piede varierà da persona a persona, e bisogna valutare quale sia la causa scatenante. Infatti, per sintomi identici che le donne manifestano, vi possono essere origini molto differenti.
In linea di massima, tuttavia, si massaggeranno le seguenti aree riflesse: ovaie, tube di Falloppio, circolazione linfatica inguinale e addominale, utero, ipofisi, rene, surreni. A seconda delle cause scatenanti tali irregolarità, il massaggio sarà differenziato non solo da persona a persona ma anche durante il massaggio stesso, in relazione a quello che sentiamo sta cambiando sotto le mani mentre si massaggia: calore, odore, gonfiore, etc.
Menopausa: quando si cambia
All'inizio e durante la menopausa, cominciano ad insorgere varie difficoltà di adattamento alla nuova vita, apparentemente senza più ritmi.
Nella fase iniziale della menopausa, il ciclo mestruale dapprima diventa irregolare cambiando spesso di intensità e durata. Altri disagi associati alla menopausa includono depressione, insonnia, risvegli notturni, emicrania, vuoti di memoria, stitichezza, minzione più frequente ma con un flusso ridotto, pelle sottile, secchezza delle mucose, diminuzione della libido, osteoporosi, vampate ... I problemi sono dovuti ad una riduzione degli estrogeni presenti nel corpo ma possono insorgere pensieri negativi che intervengono pesantemente sulla capacità di reagire e combattere e vincere in modo naturale questa riduzione di attività ormonale.
Un aiuto dalla riflessologia del piede
Il massaggio riflesso dei piedi diventa un possibile aiuto per stare bene, nonostante il vedere che "qualcosa è cambiato e non sarà più come prima", potrebbe diventare una scoperta entusiasmante di come, in modo diverso, si possa stare ed essere meglio di prima.
Nel periodo della pre-menopausa, quando le mestruazioni diventano irregolari o sono assenti per qualche mese o al contrario si presentano più frequentemente, il massaggio podalico può ridare ordine nel ritmo del ciclo, stimolando nel piede: ipofisi, tiroide, ovaie, utero, intestino tenue e colon. In questo modo, da una parte si cercherà di ridare ordine al sistema endocrino e dall'altra si agirà come "antiinfiammatorio dell'intestino" che, magari, in questo periodo diventa più pigro e favorisce così il ristagno, all'interno dell'addome, di materiale tossico (stitichezza). La stitichezza può generare processi infiammatori e dolori o crampi all'apparato genitale, già sotto pressione a causa del cambiamento.
Quando la menopausa vera e propria è ormai in atto, si lavoreranno altre aree del piede al fine di aiutare a ridurre i seguenti disagi: vampate, ritenzione di liquidi, sbalzi di umore, stanchezza cronica, ansia, insonnia o risvegli notturni. Le aree riflesse da trattare sono: l'apparato digerente (fegato, cistifellea, stomaco, intestino) rene, surreni, vescica, diaframma, le dita dei piedi che riflettono il sistema nervoso ed emozioni quali rabbia, ansia, paura, tristezza...
Articolo pubblicato da "L'altra Medicina Magazine" ottobre 2012
https://www.ripra.it/mestruazioni-irregolari-e-menopausa-riflessologia-del-piede/
5) LE METODICHE DI RIABILITAZIONE UTILI AL MALATO REUMATICO: il Drenaggio Linfatico Manuale
di Mauro Passalacqua e Giampaolo Tai  http://www.amurr.it/?p=1044
Tratto da "La Riabilitazione Multidisciplinare del Malato Reumatico"; Susanna Maddali Bongi, ed. Maddali e Bruni, 2015

Il DLM presenta numerose applicazioni in ambito reumatologico. La sua azione sulla conduzione del dolore (effetto antalgico) e sul sistema parasimpatico (effetto inibitorio del tono muscolare e miglioramento del trofismo tissutale) lo rende indicato nel trattamento delle patologie caratterizzate da infiammazione cronica. Il suo effetto antiedemizzante favorisce inoltre un più rapido ripristino della normale mobilità articolare e tissutale, riducendo l'impedimento meccanico dell'edema. In particolare nell'artrite reumatoide nello stadio sub-acuto e post acuto, il DLM applicato alle articolazioni periferiche permette una mobilizzazione maggiormente tollerata dal paziente ed è coadiuvante in tutte le fisioterapie indicate. Nella spondilite anchilosante viene utilizzato sulla muscolatura dorsale al fine di ridurre le contratture ed eliminare eventuali edemi locali. Nel lupus eritematoso sistemico può favorire il miglioramento del trofismo del tessuto connettivale, e nella fibromialgia può essere utile per il suo effetto miorilassante antidolorifico. Il DLM è particolarmente indicato nel trattamento delle mani, dei piedi e del viso nella sclerodermia in fase edematosa. Al riguardo, recenti studi dimostrano la sua straordinaria efficacia a breve e medio termine nella riduzione dell'edema e del dolore, nel miglioramento dell'articolarità e nel ripristino della funzione delle mani.
6) IL LINFODRENAGGIO MANUALE MIGLIORA L'EDEMA AGLI ARTI SUPERIORI E LA FUNZIONALITA' DELLE MANI NEI PAZIENTI CON SCLEROSI SISTEMICA (SSc) IN FASE EDEMATOSA
di A. Del Rosso, S. Maddali Bongi, M. Passalacqua, S. Miccio, M. Matucci Cerinic   http://www.amurr.it/?p=782
Nella Sclerosi Sistemica (SSc) le mani sono coinvolte spesso e in modo diverso a seconda delle fasi di malattia. Nella fase edematosa precoce, prevale l'edema del derma e dei tessuti sottocutanei; nella successiva fase sclerotica, la sclerosi del derma e dei tessuti sottocutanei porta a contratture delle dita, che risultano più evidenti (mani ad artiglio) nella successiva fase atrofica, in cui il derma e il sottocute vanno incontro ad atrofia. Nella fase edematosa, l'edema, soprattutto alle dita, può causare tumefazione delle mani, difficoltà nel movimento e nella funzionalità delle dita, con riduzione della qualità di vita.
Il Linfodrenaggio Manuale (LDM) è una tecnica fisioterapica che stimola la circolazione del sistema linfatico e riduce l'edema e il dolore, potenzialmente utile per il trattamento delle mani dei pazienti con SSc in fase edematosa. In un piccolo gruppo di pazienti con SSc in fase edematosa, abbiamo mostrato che il LDM riduce la tumefazione e la rigidità alle mani e migliora le attività giornaliere e la qualità di vita.
7) PROPOSTE DI LINEE GUIDA PER LA RIABILITAZIONE DEI PAZIENTI AFFETTI DA SINDROME DI SJOGREN
A.N.I.Ma.S.S. Onlus (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjogren) con la collaborazione della dr.ssa L. Marotta
PREVENZIONE PRIMARIA: FASI INIZIALI DELLA MALATTIA DI SJOGREN
Il progetto riabilitativo nella fase iniziale prevede sia indicazioni specifiche di tipo comportamentale al paziente, sia approcci terapeutici individualizzati.
PROGRAMMI DI INFORMAZIONE E TERAPIA EDUCAZIONALE E COMPORTAMENTALE RIVOLTI AL PAZIENTE
MANTENIMENTO DI UNA BUONA FORMA FISICA
ERGONOMIA POSTURALE, GESTUALE, TERAPIA OCCUPAZIONALE
IGIENE POSTURALE
TECNICHE DI MASSAGGIO - Antalgico decontratturante, Linfodrenaggio. Il massaggio crea le condizioni favorevoli al rilassamento muscolare, riduce il dolore e, se effettuato prima della seduta riabilitativa, predispone positivamente il paziente ad eventuali successive tecniche.
PREVENZIONE SECONDARIA:
RIABILITAZIONE RESPIRATORIA
RIABILITAZIONE NEL DOLORE MUSCOLO-SCHELETRICO E NEUROPATICO
TERAPIE MANUALI - Pompage; mobilizzazioni passive/attive. Linfodrenaggio: ha un effetto drenante e antiedemigeno mediato dall'azione sulla muscolatura liscia dei vasi. Il linfodrenaggio interviene con una azione sui vasi linfatici in modo progressivo e seguendo la loro direzione nel distretto trattato. Gli obiettivi del Drenaggio Linfatico Manuale sono:
1. effetto drenante a livello dei liquidi eccedenti intracellulari e mantenimento dell'equilibrio idrico degli spazi interstiziali;
2. effetto antiedematoso: agisce sugli accumuli di fluido stagnante nello spazio interstiziale, permettendone il riassorbimento e la veicolazione verso sedi adeguate;
3. effetto di miglioramento della microcircolazione , grazie all'azione effettuata sulla motilità intrinseca dei vasi, associata alle contrazioni della muscolatura liscia;
4. effetto sulla conduzione algica: il massaggio avviene con pressioni continuamente variate e agisce sui meccanocettori e sulle cellule inibitrici, riducendo la sensazione dolorosa.
TERAPIE FISICHE
TERAPIA EDUCAZIONALE
SUPPORTO PSICOLOGICO
PREVENZIONE TERZIARIA: coinvolgimento multi-organo avanzato
CONCLUSIONI: Inserire uno schema riabilitativo nel percorso terapeutico dei pazienti affetti da Sindrome di Sjogren ha lo scopo di prevenire e migliorare le manifestazioni cliniche della malattia, di individualizzare la riabilitazione sulle specifiche esigenze del singolo soggetto, al fine di ottenere una migliore qualità della vita ed un maggior benessere psicologico ed emozionale. lo scopo di formalizzare delle Linee Guida è utile per ottimizzare le risorse, sia umane che tecniche, in un appropriato progetto riabilitativo.
8) ARTRITE REUMATOIDE E RIFLESSOLOGIA PLANTARE
...La terapia è basata soprattutto sul decongestionamento delle articolazioni. Prima cosa ottimizzare la funzione renale per permettere una rapida eliminazione di quanto sarà messo in movimento e riversato nel sangue. Massaggio sempre al limite dell'accettabilità del dolore. Il massaggio non deve essere mai doloroso, in nessuna circostanza. Dolore significa stress, contrazione, direzione opposta a dove vogliamo arrivare. Massaggiare le parti "muscolate", se sono tumefatte, dure, fredde, bisogna ammorbidirle, scaldarle per renderle elastiche, capaci di adattarsi ai differenti movimenti articolari. Se c'è rigidità c'è dolore; il dolore limita i movimenti. Quando l'attenzione è rivolta alle cartilagini, ci dedichiamo ad un'articolazione per volta. Sia nelle mani, sia nei piedi, circondo l'articolazione con le dita, il movimento è pressorio dinamico; non deve essere uno sfregamento superficiale, bisogna portare l'attenzione alla "percezione della cartilagine". Sentire se è dura, elastica, lassa, gonfia, rigida, il massaggio si deve adattare al percepito, deve essere vissuto sempre come liberatorio.
Le rigidità sono delle catene che limitano i movimenti.
Se le articolazioni sono rosse, infiammate, manifestazione di una riacutizzazione, devono essere massaggiate dolcemente all'inizio. In un secondo momento Il massaggio può essere più profondo e determinato. La pressione sviluppa calore, uguale movimento. Articolazioni dure, fredde devono essere assolutamente scaldate. ...
9) RIFLESSOLOGIA PLANTARE: ALCUNI STUDI
EFFETTI POSITIVI SU DOLORI DA CICLO E PMS (sindrome premestruale)
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LA SCIENZA RICONOSCE LA VALIDITA' DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE
Al giorno d’oggi sempre più persone si affidano a terapie naturali e olistiche per evitare, quando possibile, l’utilizzo di farmaci: fra le tante terapie tradizionali, è arrivata a noi la Riflessologia plantare. Non è un tipo di massaggio ma una terapia incredibilmente efficace, un’antica disciplina, che può essere utilizzata da tutti con l’obiettivo di curare la persona usando l’energia vitale presente nell’organismo.

Le tecniche riflessologiche venivano usate in Cina, Egitto e India fin dal 4000 a.C. ed in seguito, ricerche scientifiche ne hanno comprovato la validità fino ad accettarne l’utilizzo anche nella medicina convenzionale, sotto il nome di “tecniche integrate”. Ne è un esempio il Policlinico Gemelli di Roma per le donne affette da tumore al seno: Area Salute della Donna www.policlinicogemelli.it

"Prerogrativa del nostro Centro è la possibilità di usufruire di servizi complementari destinati alle donne con patologia mammaria maligna, in particolare
- servizio di Supporto Psico-oncologico che può essere utilizzato in qualunque momento del percorso di diagnosi e trattamento delle malattie del seno sia dalla paziente che dai familiari
- servizio di Terapie Integrate, che comprende Agopuntura, Fisioterapia, Riflessologia Plantare e che offre un approccio olistico al problema del tumore del seno, ovvero una sintesi tra un trattamento specialistico basato sulle più recenti acquisizioni della medicina tradizionale ed una cura della persona nella sua unità psico-fisica che garantisca il pieno raggiungimento e mantenimento del benessere; le tecniche di medicina integrativa vengono utilizzate, in particolare, per il controllo dei sintomi correlati ai trattamenti chirurgici e farmacologici.
A questi servizi si accede su indicazione dello Specialista del Centro previa visita ambulatoriale."

RIFLESSOLOGIA, NEUROFISIOLOGIA E MECCANISMO D'AZIONE

La Riflessologia si basa sulla suddivisione del corpo in dieci linee verticali e tre orizzontali che attraversano l’intero organismo dai piedi al capo. Le zone così suddivise permettono di riprodurre in maniera virtuale la mappa neurologica di zone sensitive comunicanti, la cui pressione permetterebbe di stimolare e/o inibire la comunicazione tra cute e organi, anche distanti tra loro, ma interessati dalle stesse fibre nervose e dagli stessi vasi emo-linfatici. Interrompere la comunicazione tra organo e cute, tra cute e cute, e tra organo e organo, oppure facilitarla è infatti il meccanismo di base che permette un processo di auto guarigione promuovendo il riequilibrio energetico e l’omeostasi a livello dei fluidi. Ovviamente l’idea di base è quella che vede l’individuo nella sua interezza, che pensa ogni zona in connessione con tutto l’organismo e che segue l’ottica per la quale il beneficio di un massaggio si dirama a vari livelli, da quello emozionale, a quello fisico fino ad arrivare al piano energetico e mentale. D’altra parte è ormai noto come la dissipazione dell’energia, dovuta spesso ad un cattivo stile di vita, sia quasi sempre alla base dello squilibrio psico-fisico, con conseguente processo disfunzionale degenerativo.

L’efficacia della Riflessologia plantare è dovuta a vari fattori:

  • stimolazione nervosa che avviene grazie all’attivazione della comunicazione tra organi, cervello e cute. La stimolazione del passaggio di energia permette infatti di incrementare tale comunicazione o di inibirla favorendo il rilassamento delle fibre nervose;
  • stimolazione ormonale conseguente all’applicazione della digito-pressione e del massaggio al piede;
  • stimolazione del sistema linfatico e sanguigno grazie alla pressione sulla soletta di Lejars, sui punti riflessi degli organi emuntori e sulle zone interessate dal sistema veno-linfatico di ritorno;
  • incremento del potenziale elettrico. La stimolazione effettuata sul piede sembra infatti aumentare e addirittura incrementare la comunicazione delle reti neurali che attraversano le varie parti del corpo.

IL TRATTAMENTO

Il trattamento prevede la stimolazione e la compressione di alcuni punti riflessi del piede che sono in connessione con organi e apparati precisi, e si attua al fine di favorire il riequilibrio e la comunicazione tra zone lontane tra loro, sfruttando il segnale elettrico e biochimico. Il trattamento avviene senza olio su entrambi i piedi che sono sede di un infinito numero di terminazioni nervose. I piedi, preventivamente scaldati e massaggiati, vengono poi osservati; questo passaggio permette di verificare l’esistenza di punti depressi, calli, edemi, occhi di pernice e screpolature. Tali elementi sono spesso sintomo non solo di un cattivo appoggio o di un utilizzo di calzature errate, ma anche dell’esistenza di un blocco funzionale legato al cattivo metabolismo, o ad un’interruzione di circolazione energetica o anche ad una cattiva circolazione sanguigna e/o linfatica, ed evidenzia ovviamente la necessità di una stimolazione di quelle zone, che successivamente giungerà di riflesso a tutto ciò che si presenta in connessione con la zona massaggiata, e che produrrà una risposta motoria o secretoria automatica, indipendente dalla volontà dell’individuo che riceve il trattamento.    www.studioaleph.it

10) LA TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA E IL LINFODRENAGGIO

LA TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA

La Terapia Decongestiva Complessa, secondo le Linee Guida della Società Internazionale di Linfologia, é il trattamento d’eccellenza per la cura dei problemi linfovenosi ed include:

Drenaggio Linfatico Manuale (DLM), Bendaggio Multicomponente, terapia elettromedicale coadiuvante, supporti elastocompressivi (contenzioni elastiche), esercizio fisico, controllo del peso corporeo e cura della cute.

Il DRENAGGIO LINFATICO MANUALE, in particolare, è un massaggio dolce e ritmico eseguito da un fisioterapista opportunamente formato. La seduta ha una durata variabile a seconda delle zone che devono essere trattate.
Al termine del trattamento la cute non deve apparire arrossata e il paziente non deve percepire nessun tipo di dolore. Prima di iniziare il drenaggio, il terapista eseguirà una opportuna valutazione al fine di comprendere come impostare il trattamento stesso ed individuare eventuali controindicazioni assolute.

Quando si usa il Linfodrenaggio?

Il Drenaggio Linfatico Manuale viene utilizzato in tutti i casi in cui vi sia un rallentamento della circolazione linfatica e venosa, per cause di varia natura. In pratica vi è indicazione ogni volta in cui sia presente un edema che si manifesta con un gonfiore localizzato, con sensazioni di tensione, pesantezza, fastidio.

Lo scopo del Drenaggio Linfatico Manuale è quello di incoraggiare il fluido linfatico in eccesso ad allontanarsi dall'area gonfia in modo che possa essere riassorbito efficacemente. Questo è possibile nel caso in cui i vasi siano integri. Nel caso in cui i vasi siano danneggiati o malfunzionanti, il Drenaggio Linfatico Manuale aiuta a “spostare” i fluidi in altre zone funzionanti per favorirne il riassorbimento.

Indicazioni per il Drenaggio Linfatico Manuale

Linfedema per il quale si possono riconoscere cause primarie o secondarie.

Cause primarie sono rappresentate da anomalie congenite del sistema linfatico siano esse morfologiche o funzionali. Il linfedema è una patologia cronica e progressiva che può essere già presente alla nascita ma spesso può manifestarsi in età più o meno avanzata. Talvolta si può riconoscere una causa scatenante quale una bruciatura cutanea, una puntura d’insetto o altro. Si suppone che il sistema linfatico già compromesso dall’anomalia genetica, non riesca a compensare l’edema causato dall’evento scatenante, vada in sovraccarico funzionale e manifesti ciò che era comunque già presente seppur non ancora manifesto.

Cause secondarie per eccellenza sono gli interventi chirurgici con asportazione linfonodale. Il rischio di sviluppare un linfedema aumenta se viene associata radioterapia. Altre cause secondarie sono rappresentate da traumi di qualunque genere, infezioni o farmaci edemigeni. In questi casi l’edema è solitamente transitorio e il linfodrenaggio favorisce una guarigione maggiormente rapida.

Insufficienza venosa profonda Sistema linfatico e venoso non possono anatomicamente essere considerati come completamente separati essendo per conformazione simili seppure non uguali. Pertanto in caso di insufficienza venosa con edema degli arti e tendenza alle ulcere venose, il linfodrenaggio è un utile supporto terapeutico. È semplice capire che un’ulcera compare con maggiore facilità in un arto in cui la cute è messa in tensione da un gonfiore importante. Altrettanto semplice appare come la cute in tensione rallenti la guarigione di una qualunque ferita in quanto i due lembi cutanei tendono ad essere mantenuti lontani quando invece hanno bisogno di essere vicini per poter cicatrizzare al meglio.
Lipedema Spesso confuso con un semplice problema estetico. Si tratta in realtà di una vera e propria patologia. Il lipedema è una malattia progressiva che si manifesta quasi esclusivamente nel sesso femminile. È caratterizzato da un accumulo atipico di tessuto adiposo inizialmente sui fianchi e sulle cosce. La donna con lipedema tende ad avere la vita stretta e i fianchi molto larghi. Manifesta la tendenza a procurarsi lividi con facilità e percepisce come dei piccoli noduli sottocute. In fase avanzata tende a sentire dolore, calore e pesantezza agli arti. Il lipedema può arrivare ad interessare anche addome e arti superiori. In fase avanzata si presenta un edema degli arti inferiori che però non arriva ad interessare mai il piede che risulta completamente sgonfio. Quando queste donne tentano di dimagrire, riescono ad avere risultati solo dalla vita in su con notevole disagio personale e senso di frustrazione estrema. Il linfodrenaggio non è ad oggi la terapia per eccellenza ma risulta un’ottima terapia coadiuvante nelle fasi iniziali e un efficace aiuto per il miglioramento della sintomatologia dolorosa.
Chirurgia ortopedica, vascolare, estetica ecc. Ogni tipo di intervento chirurgico provoca un edema transitorio. Il riassorbimento veloce di tale edema è importante al fine di raggiungere in tempi brevi una guarigione completa e un rapido ripristino delle normali funzioni di quel distretto corporeo. Si pensi ad un ginocchio operato per l’asportazione di un menisco. Un gonfiore rallenta la guarigione delle ferite postoperatorie e rallenta il recupero funzionale dell’arto interessato. Il drenaggio linfatico manuale favorisce il ritorno alla condizione fisiologica nel minor tempo possibile.
Gravidanza Non vi è nessuna controindicazione al drenaggio linfatico nel caso la donna in gravidanza percepisse le gambe pesanti e gonfie. Dopo un opportuno controllo medico che escluda eventuali complicazioni generali, il linfodrenaggio può rappresentare un ottimo strumento per gestire i mesi della gravidanza in modo completamente naturale. Verranno comunque evitate manovre sull’addome e sarà favorito l’utilizzo di tecniche coadiuvanti di respirazione. È comunque opportuno evitare il trattamento nel primo trimestre di gravidanza essendo il periodo maggiormente delicato per l’impianto del feto.

Quali sono le principali tecniche di drenaggio ?

Le prime tecniche di drenaggio linfatico manuale sono state sperimentate dal danese Dr Vodder e dalla moglie negli anni '30 osservando pazienti con sinusite cronica e altri disordini immunitari. I Vodder notarono che questi pazienti avevano linfonodi ingrossati e iniziarono a studiare movimenti lenti per favorirne il ritorno alla condizione fisiologica.

Successivamente il metodo Vodder venne definito un "metodo rivoluzionario per il trattamento della pelle", definizione che tuttora genera confusione facendolo apparire come un semplice massaggio estetico.

Il Dr Vodder mise a punto un insieme di tecniche basate su movimenti di pompaggio ritmici eseguiti con una o due mani in direzione prossimo distale. Partendo dal lavoro del Dr Vodder, il Dr Leduc sviluppò il suo metodo che si differenzia per un numero inferiore di manovre eseguite con una diversa manualità.

Entrambi i metodi riconoscevano fosse necessaria una pressione nell’esecuzione delle manovre che non superasse i 30-40 mm di mercurio.
Si riteneva infatti che pressioni maggiori potessero far chiudere i vasi linfatici dai quali la linfa non sarebbe potuta così defluire.

Nonostante il sistema linfatico sia ancora “questo sconosciuto”, recenti studi sembrano dimostrare che possano essere esercitate pressioni decisamente maggiori prima che i vasi collassino.

Come si svolge una seduta?

Se il terapista non vi conosce, vi chiederà alcune informazioni di base per valutare se possibile inserirvi da subito in trattamento oppure richiedere prima una consulenza medica.

Solitamente se si soffre di gambe gonfie, il medico avrà già escluso problemi gravi tramite gli opportuni accertamenti (ecocolor doppler, visita cardiologica ecc.)

Se potrete essere immediatamente sottoposti a Drenaggio Linfatico Manuale, vi verranno fatte delle fotografie e prese delle misure centimetriche e volumetriche.

Questo sistema permetterà una valutazione oggettiva dei cambiamenti dell’edema stesso.

In caso di linfedema importante il terapista può scegliere di applicare un bendaggio compressivo già in prima seduta e drenare le zone scoperte dal bendaggio.

Nel caso in cui il bendaggio non fosse necessario si provvederà a drenare le zone in cui sono presenti la maggior parte dei linfonodi e si utilizzeranno manovre manuali per spostare i liquidi che si sono accumulati verso le maggiori zone di scarico. La direzione sarà sempre da prossimale a distale.

Per ricevere un trattamento di Drenaggio Linfatico Manuale sarà necessario scoprire le zone da trattare.

Il massaggio verrà eseguito su di un lettino fisioterapico in posizione supina, prona e sul fianco.
La frequenza delle sedute varia da caso a caso e non può essere prevista se non dopo valutazione del singolo caso.
Al termine del trattamento, verranno insegnati esercizi di respirazione profonda per sfruttarne i benefici a livello del sistema linfatico e circolatorio.

Come previsto dalla TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA di cui il linfodrenaggio è parte integrante, potrebbe essere necessario, per mantenere i risultati raggiunti, l’utilizzo di calze o bracciali contenitivi soprattutto in caso di problematiche croniche quali il linfedema, il lipedema e l’insufficienza venosa.

CONTROINDICAZIONI
Controindicazioni assolute sono rappresentate da:

  • tumori maligni non trattati
  • infiammazioni acute
  • stati febbrili
  • trombosi venose in atto
  • edemi da insufficienza cardiaca non compensata farmacologicamente.

FALSI MITI SUL DRENAGGIO LINFATICO MANUALE:

Il vero linfodrenaggio lo fanno le estetiste
È vero solo in parte
Esistono percorsi di formazione solo per estetiste al fine di formarle per ciò che “non è patologia”. I fisioterapisti hanno una formazione maggiormente completa e sono in grado di valutare patologie complesse come il linfedema o il lipedema e collaborano con i medici in modo che il paziente abbia il trattamento maggiormente adeguato alle sue condizioni.
Il linfodrenaggio in pazienti con tumori favorisce le metastasi
Falso
Ad oggi la ricerca scientifica non ha evidenziato recidive a causa di massaggi drenanti. Il linfodrenaggio viene consigliato nelle varie oncologie al fine di limitare i danni da chirurgia dei linfonodi. Le conseguenze per una persona non trattata possono incidere enormemente sulla qualità della vita della persona stessa.
Il solo linfodrenaggio risolve tutti i problemi di edema
Falso
Occorre distinguere la causa dell’edema. Un edema da trauma recente potrebbe avere un beneficio importante anche solo con il linfodrenaggio in quanto il sistema linfatico è solo in sovraccarico funzionale. Un linfedema è invece per definizione cronico e progressivo. Richiede pertanto un approccio multidisciplinare e multiterapico.
Il linfodrenaggio elimina la cellulite
Difficile
Se si tratta di una forma lieve il risultato può essere buono. Se però la persona presenta un lipedema che è una vera e propria patologia del tessuto adiposo, il linfodrenaggio, come già detto per il linfedema, deve essere, anche in questo caso, parte integrante di un approccio multidisciplinare e multiterapico.

https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/drenaggio-linfatico-manuale-dlm-o-linfodrenaggio/

11) DOLORE AI PIEDI: UNA GUIDA COMPLETA - MDM FISIOTERAPIA
12) LA RIABILITAZIONE POST OPERATORIA: esercizi per donne operate al seno (Azienda Servizi Sanitari Triestina)

LA TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA

La Terapia Decongestiva Complessa, secondo le Linee Guida della Società Internazionale di Linfologia, é il trattamento d’eccellenza per la cura dei problemi linfovenosi ed include:

Drenaggio Linfatico Manuale (DLM), Bendaggio Multicomponente, terapia elettromedicale coadiuvante, supporti elastocompressivi (contenzioni elastiche), esercizio fisico, controllo del peso corporeo e cura della cute.

Il DRENAGGIO LINFATICO MANUALE, in particolare, è un massaggio dolce e ritmico eseguito da un fisioterapista opportunamente formato. La seduta ha una durata variabile a seconda delle zone che devono essere trattate.
Al termine del trattamento la cute non deve apparire arrossata e il paziente non deve percepire nessun tipo di dolore. Prima di iniziare il drenaggio, il terapista eseguirà una opportuna valutazione al fine di comprendere come impostare il trattamento stesso ed individuare eventuali controindicazioni assolute.

Quando si usa il Linfodrenaggio?

Il Drenaggio Linfatico Manuale viene utilizzato in tutti i casi in cui vi sia un rallentamento della circolazione linfatica e venosa, per cause di varia natura. In pratica vi è indicazione ogni volta in cui sia presente un edema che si manifesta con un gonfiore localizzato, con sensazioni di tensione, pesantezza, fastidio.

Lo scopo del Drenaggio Linfatico Manuale è quello di incoraggiare il fluido linfatico in eccesso ad allontanarsi dall'area gonfia in modo che possa essere riassorbito efficacemente. Questo è possibile nel caso in cui i vasi siano integri. Nel caso in cui i vasi siano danneggiati o malfunzionanti, il Drenaggio Linfatico Manuale aiuta a “spostare” i fluidi in altre zone funzionanti per favorirne il riassorbimento.

Indicazioni per il Drenaggio Linfatico Manuale

Linfedema per il quale si possono riconoscere cause primarie o secondarie.
Cause primarie sono rappresentate da anomalie congenite del sistema linfatico siano esse morfologiche o funzionali. Il linfedema è una patologia cronica e progressiva che può essere già presente alla nascita ma spesso può manifestarsi in età più o meno avanzata. Talvolta si può riconoscere una causa scatenante quale una bruciatura cutanea, una puntura d’insetto o altro. Si suppone che il sistema linfatico già compromesso dall’anomalia genetica, non riesca a compensare l’edema causato dall’evento scatenante, vada in sovraccarico funzionale e manifesti ciò che era comunque già presente seppur non ancora manifesto.
Cause secondarie per eccellenza sono gli interventi chirurgici con asportazione linfonodale. Il rischio di sviluppare un linfedema aumenta se viene associata radioterapia.
Altre cause secondarie sono rappresentate da traumi di qualunque genere, infezioni o farmaci edemigeni. In questi casi l’edema è solitamente transitorio e il linfodrenaggio favorisce una guarigione maggiormente rapida.

Insufficienza venosa profonda Sistema linfatico e venoso non possono anatomicamente essere considerati come completamente separati essendo per conformazione simili seppure non uguali. Pertanto in caso di insufficienza venosa con edema degli arti e tendenza alle ulcere venose, il linfodrenaggio è un utile supporto terapeutico.
È semplice capire che un’ulcera compare con maggiore facilità in un arto in cui la cute è messa in tensione da un gonfiore importante. Altrettanto semplice appare come la cute in tensione rallenti la guarigione di una qualunque ferita in quanto i due lembi cutanei tendono ad essere mantenuti lontani quando invece hanno bisogno di essere vicini per poter cicatrizzare al meglio.

Lipedema Spesso confuso con un semplice problema estetico.
Si tratta in realtà di una vera e propria patologia. Il lipedema è una malattia progressiva che si manifesta quasi esclusivamente nel sesso femminile. È caratterizzato da un accumulo atipico di tessuto adiposo inizialmente sui fianchi e sulle cosce. La donna con lipedema tende ad avere la vita stretta e i fianchi molto larghi.
Manifesta la tendenza a procurarsi lividi con facilità e percepisce come dei piccoli noduli sottocute. In fase avanzata tende a sentire dolore, calore e pesantezza agli arti. Il lipedema può arrivare ad interessare anche addome e arti superiori. In fase avanzata si presenta un edema degli arti inferiori che però non arriva ad interessare mai il piede che risulta completamente sgonfio. Quando queste donne tentano di dimagrire, riescono ad avere risultati solo dalla vita in su con notevole disagio personale e senso di frustrazione estrema. Il linfodrenaggio non è ad oggi la terapia per eccellenza ma risulta un’ottima terapia coadiuvante nelle fasi iniziali e un efficace aiuto per il miglioramento della sintomatologia dolorosa.

Chirurgia ortopedica, vascolare, estetica ecc.
Ogni tipo di intervento chirurgico provoca un edema transitorio.
Il riassorbimento veloce di tale edema è importante al fine di raggiungere in tempi brevi una guarigione completa e un rapido ripristino delle normali funzioni di quel distretto corporeo.
Si pensi ad un ginocchio operato per l’asportazione di un menisco. Un gonfiore rallenta la guarigione delle ferite postoperatorie e rallenta il recupero funzionale dell’arto interessato. Il drenaggio linfatico manuale favorisce il ritorno alla condizione fisiologica nel minor tempo possibile.

Gravidanza
Non vi è nessuna controindicazione al drenaggio linfatico nel caso la donna in gravidanza percepisse le gambe pesanti e gonfie.
Dopo un opportuno controllo medico che escluda eventuali complicazioni generali, il linfodrenaggio può rappresentare un ottimo strumento per gestire i mesi della gravidanza in modo completamente naturale. Verranno comunque evitate manovre sull’addome e sarà favorito l’utilizzo di tecniche coadiuvanti di respirazione.
È comunque opportuno evitare il trattamento nel primo trimestre di gravidanza essendo il periodo maggiormente delicato per l’impianto del feto.

Quali sono le principali tecniche di drenaggio ?

Le prime tecniche di drenaggio linfatico manuale sono state sperimentate dal danese Dr Vodder e dalla moglie negli anni '30 osservando pazienti con sinusite cronica e altri disordini immunitari. I Vodder notarono che questi pazienti avevano linfonodi ingrossati e iniziarono a studiare movimenti lenti per favorirne il ritorno alla condizione fisiologica.

Successivamente il metodo Vodder venne definito un "metodo rivoluzionario per il trattamento della pelle", definizione che tuttora genera confusione facendolo apparire come un semplice massaggio estetico.

Il Dr Vodder mise a punto un insieme di tecniche basate su movimenti di pompaggio ritmici eseguiti con una o due mani in direzione prossimo distale. Partendo dal lavoro del Dr Vodder, il Dr Leduc sviluppò il suo metodo che si differenzia per un numero inferiore di manovre eseguite con una diversa manualità.

Entrambi i metodi riconoscevano fosse necessaria una pressione nell’esecuzione delle manovre che non superasse i 30-40 mm di mercurio.
Si riteneva infatti che pressioni maggiori potessero far chiudere i vasi linfatici dai quali la linfa non sarebbe potuta così defluire.

Nonostante il sistema linfatico sia ancora “questo sconosciuto”, recenti studi sembrano dimostrare che possano essere esercitate pressioni decisamente maggiori prima che i vasi collassino.

Come si svolge una seduta?

Se il terapista non vi conosce, vi chiederà alcune informazioni di base per valutare se possibile inserirvi da subito in trattamento oppure richiedere prima una consulenza medica.

Solitamente se si soffre di gambe gonfie, il medico avrà già escluso problemi gravi tramite gli opportuni accertamenti (ecocolor doppler, visita cardiologica ecc.)

Se potrete essere immediatamente sottoposti a Drenaggio Linfatico Manuale, vi verranno fatte delle fotografie e prese delle misure centimetriche e volumetriche.

Questo sistema permetterà una valutazione oggettiva dei cambiamenti dell’edema stesso.

In caso di linfedema importante il terapista può scegliere di applicare un bendaggio compressivo già in prima seduta e drenare le zone scoperte dal bendaggio.

Nel caso in cui il bendaggio non fosse necessario si provvederà a drenare le zone in cui sono presenti la maggior parte dei linfonodi e si utilizzeranno manovre manuali per spostare i liquidi che si sono accumulati verso le maggiori zone di scarico. La direzione sarà sempre da prossimale a distale.

Per ricevere un trattamento di Drenaggio Linfatico Manuale sarà necessario scoprire le zone da trattare.

Il massaggio verrà eseguito su di un lettino fisioterapico in posizione supina, prona e sul fianco.
La frequenza delle sedute varia da caso a caso e non può essere prevista se non dopo valutazione del singolo caso.
Al termine del trattamento, verranno insegnati esercizi di respirazione profonda per sfruttarne i benefici a livello del sistema linfatico e circolatorio.

Come previsto dalla TERAPIA DECONGESTIVA COMPLESSA di cui il linfodrenaggio è parte integrante, potrebbe essere necessario, per mantenere i risultati raggiunti, l’utilizzo di calze o bracciali contenitivi soprattutto in caso di problematiche croniche quali il linfedema, il lipedema e l’insufficienza venosa.

CONTROINDICAZIONI
Controindicazioni assolute sono rappresentate da:

  • tumori maligni non trattati
  • infiammazioni acute
  • stati febbrili
  • trombosi venose in atto
  • edemi da insufficienza cardiaca non compensata farmacologicamente.

FALSI MITI SUL DRENAGGIO LINFATICO MANUALE:

Il vero linfodrenaggio lo fanno le estetiste
È vero solo in parte
Esistono percorsi di formazione solo per estetiste al fine di formarle per ciò che “non è patologia”.
I fisioterapisti hanno una formazione maggiormente completa e sono in grado di valutare patologie complesse come il linfedema o il lipedema e collaborano con i medici in modo che il paziente abbia il trattamento maggiormente adeguato alle sue condizioni.

Il linfodrenaggio in pazienti con tumori favorisce le metastasi
Falso
Ad oggi la ricerca scientifica non ha evidenziato recidive a causa di massaggi drenanti. Il linfodrenaggio viene consigliato nelle varie oncologie al fine di limitare i danni da chirurgia dei linfonodi.
Le conseguenze per una persona non trattata possono incidere enormemente sulla qualità della vita della persona stessa.

Il solo linfodrenaggio risolve tutti i problemi di edema
Falso

Occorre distinguere la causa dell’edema. Un edema da trauma recente potrebbe avere un beneficio importante anche solo con il linfodrenaggio in quanto il sistema linfatico è solo in sovraccarico funzionale. Un linfedema è invece per definizione cronico e progressivo. Richiede pertanto un approccio multidisciplinare e multiterapico.

Il linfodrenaggio elimina la cellulite
Difficile Se si tratta di una forma lieve il risultato può essere buono. Se però la persona presenta un lipedema che è una vera e propria patologia del tessuto adiposo, il linfodrenaggio, come già detto per il linfedema, deve essere, anche in questo caso, parte integrante di un approccio multidisciplinare e multiterapico.

https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/drenaggio-linfatico-manuale-dlm-o-linfodrenaggio/